Pianeta Marte: dati Curiosity aumenta enigma acqua del cratere Gale

Dal 2012 il Curiosity della NASA sta lavorando sul pianeta Marte raccogliendo informazioni per determinare se ha esistito la vita. Ma non solo, si vuole capire il clima, analizzare la sua geologia e capire se è possibile preparare una spedizione umana tra le altre cose. Il pianeta rosso resta al centro della ricerca spaziale e nel tempo ha provocato diverse e bizzarre teorie, secondo alcuni, sulla possibile esistenza di vita extraterrestre, attacchi atomici alieni, dominio di alcune antiche civiltà aliene, e misteriose presenze di piramidi.

Nel 2015 i primi risultati importanti dalla missione spaziale. L’analisi dei dati inviati a Terra dal Curiosity, provocarono l’affermazione da parte dei ricercatori NASA che circa 3500 milioni di anni fa, su Marte vi era sufficiente acqua per ricoprirlo totalmente con un immenso mare, però con una profondità media di appena 137 metri.

Una nuova investigazione scientifica, però, pubbicata nella rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences” (PNAS), questo il link, sembra aver dimostrato che l’assenza di carbonati indica che l’atmosfera marziana aveva livelli di CO2 talmente bassi, in zone come il famoso cratere Gale, all’altezza dell’equatore del pianeta, che l’acqua avrebbe dovuto essere congelata.

(adsbygoogle=window.adsbygoogle||[]).push({})

Il terreno che sta analizzando il Curiosity dal 2012 è composto basicamente da una sequenza sedimentaria depositata nel fondo di un lago antico nel cratere Gale da circa 3500 milioni di anni, e che contiene diversi minerali secondari, come argille o solfati, i quali indicano che la superficie primitiva è stata effettivamente in contatto con acqua liquida.

Tuttavia, l’acqua liquida richiede una temperatura superficiale proporzionata per un minimo di CO2 nell’atmosfera. E non sembra che questo sia avvenuto ai prinicipi dell’esistenza di Marte, secondo quanto rivela l’investigazione, basata anche in dati raccolti per l’esploratore Curiosity.

Il rover della NASA non ha incontrato carbonati, cosa che affermano tutti gli studi delle sonde spaziali anteriori. I carbonati erano molto pochi sulla superficie di Marte e quindi il contenuto di CO2 nell’atmosfera era molto basso, qualcosa di incompatibile con la persenza di acqua liquida.

Marte continua a mantenere i suoi misteri

Nello specifico, gli studiosi dimostrano che il livello di CO2 nell’atmosfera marziana, nel momento in cui si sono formati i sedimenti nel cratere Gale, era tra 10 e 100 volte inferiore al minimo necessario perchè la temperatura sulla superficie potesse stare sopra al punto di congelamento dell’acqua liquida.

“Questa contraddizione ha due possibili soluzioni. O non abbiamo ancora sviluppato i modelli climatici che possano spiegare le condizioni condizioni ambientali di Marte all’inizio della sua storia, oppure le sequenze sedimentarie di Gale si sono formate in realtà in un clima molto freddo. La seconda opzione è la più ragionevole”.

È quanto afferma il ricercatore spagnolo Alberto Fairén, che lavora presso il centro di Astrobiologia, un centro mixto del Consiglio superiore per la ricerca scientifica (CSIC) e l’Istituto nazionale per la Tecnologia aerospaziale, a Madrid.

Fairén ha aggiunto:

“Tuttavia, il rover non ha trovato carbonati, confermando gli studi di tutte le sonde precedenti. I carbonati sono molto rari sulla superficie di Marte e quindi il contenuto di CO2 in atmosfera era molto basso”.

Con questi dati, dicono gli scienziati, l’immagine che potrebbe meglio descrivere il cratere Gale agli inizi della storia di Marte sarebbe quella di un lago glaciale circondato da enormi masse di ghiaccio, parzialmente o stagionalmente gelato. “L’ambiente dovrebbe essere simile a quello dell’Artico Canadese o della Groenlandia dei giorni nostri”, dice il ricercatore del CSIC.

Inoltre, anche se il ghiaccio sarebbe stato dominante, sarebbe stata anche comune la presenza di acqua liquida in abbondanza. La formazione di argille e solfati si sarebbero create in luoghi e tempi specifici, stagionalmente, o in laghi di acqua liquida coperti da uno strato di ghiaccio.

Andrea TosiScienzaTopAcqua su Marte,Marte,NASA,Vita su Marte
Dal 2012 il Curiosity della NASA sta lavorando sul pianeta Marte raccogliendo informazioni per determinare se ha esistito la vita. Ma non solo, si vuole capire il clima, analizzare la sua geologia e capire se è possibile preparare una spedizione umana tra le altre cose. Il pianeta rosso resta...