Aspetti psicologici di un Viaggio Extraterrestre

Il mondo sta vivendo il suo primo anno di convivenza con SARS-CoV-2. La pandemia COVID-19 ci ha imposto un isolamento che ci costringe a riflettere. Minacce come queste ci ricordano la fragilità della vita sulla Terra e l’esistenza di piani per una vita al di fuori di essa.

  • Hai mai desiderato lasciare il pianeta?
  • Accetteresti di far parte di un volo con equipaggio nello Spazio?
  • Hai quello che ci vuole?
  • Immagina che ti venga chiesto “come pensi sarebbe il tuo comportamento extraterrestre (coesistenza)?”

A seguito di una recente pubblicazione sul Journal of Surgical Research, esamineremo gli aspetti psicologici di un viaggio extraterrestre e come la quarantena possa darci indizi sulla nostra idoneità a tale impresa.

Lo studio è stato condotto da specialisti delle università canadesi, della Harvard Medical School e della NASA, che hanno pubblicato un lavoro che si inquadra nella necessità di affrontare qualsiasi battuta d’arresto durante missioni con equipaggio sempre più impegnative.

Ad esempio, un viaggio su Marte. Lo studio ha classificato gli eventi medici che potrebbero avere un impatto sulla missione, sulla sopravvivenza e che a loro volta potrebbero essere fortemente supportati da abilità non tecniche

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(NTS), come leadership, lavoro di squadra, comunicazione, consapevolezza dell’ambiente, ecc.

Lo studio indica che la capacità di raccogliere informazioni, riconoscere che qualcosa non va o delegare la leadership (tra gli altri), potrebbe essere cruciale per superare un’aritmia cardiaca, lesioni agli occhi, collasso polmonare o intossicazione, per citare alcuni degli esempi che possono compromettere la missione e la vita. Qui sta il valore di questo studio: nell’influenza vitale dell’NTS per il raggiungimento degli obiettivi e, dopo tutto, per la sopravvivenza.

Vivere e lavorare nello spazio rappresenta una minaccia per la stabilità psicologica.

Un lavoro pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience ha raccolto informazioni preziose al riguardo. Tra i fattori psicologici c’è il confinamento stesso che molti di noi ricordano, l’impossibilità di abortire facilmente la missione, alterazioni dei sensi, disturbi del sonno, problemi di abitabilità, igiene, mancanza di privacy, problemi di lavoro in squadra, sia per comunicazione, multiculturalismo, personalità o genere. Oltre a non dimenticare fattori come le radiazioni o la microgravità, teniamo presente che sotto queste minacce alla stabilità psicologica, i membri dell’equipaggio hanno obiettivi da raggiungere, problemi da risolvere.

Cosa ci dicono questi risultati?

Ci dicono che per vivere insieme e raggiungere obiettivi extraterrestri dobbiamo portare il meglio di noi stessi. Ovvero le qualità necessarie per cooperare e raggiungere gli obiettivi; è di vitale importanza. La quarantena ci ha insegnato la precarietà delle risorse e la necessità di saper gestire i nostri comportamenti pensando alla salute comune. Abbiamo iniziato l’articolo chiedendoci della nostra idoneità a raggiungere obiettivi extraterrestri. Terminiamo ora l’articolo mettendo in discussione la nostra idoneità per obiettivi a terra. Abbiamo materiale su cui riflettere.

Andrea TosiScienzaTopIsolamento,Psicologia,Quarantena,Sopravvivenza,Spazio,Viaggi Spaziali,Viaggi su Marte,Vita extraterrestre,Vita nello Spazio
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