Criptovalute: conviene puntare su Bitcoin ed Ethereum?

Le criptovalute continuano ad attirare l’interesse degli investitori più giovani, soprattutto di quelli che appartengono alla generazione Millennial e Z, mentre la parte più tradizionalista della finanza non perdura in un atteggiamento ostile verso la finanza decentralizzata; oltre alla cautela in campo economico, però, sono soprattutto i governi dei paesi più autoritari, Cina e Russia in testa, ad aver posto un veto su ogni transazione che coinvolge token digitali. Mentre però Bitcoin sembra avviata a proseguire il suo periodo rialzista, è Ethereum l’osservata speciale di questi giorni.

In seguito alle dichiarazioni fortemente critiche espresse dal ceo del fondo di investimento Three Arrows, in merito all’eccessivo costo delle transazioni di Ethereum, la moneta ha subito un brusco crollo. Per quanto riguarda la moneta digitale numero uno al mondo, invece, essa, dopo aver attraversato una fase di incertezza, appare ora in ripresa, tanto che alcuni analisti ritengono che potrebbe recuperare quota 60.000 dollari nel giro di poche settimane.

Sebbene, quindi, i governi di alcuni paesi stiano facendo pressione per bandire le criptovalute dai loro territori, gli investitori occidentali non sembrano intenzionati ad abbandonare le monete digitali.

È opportuno, però, che gli utenti intenzionati ad investire in crypto prestino attenzione alle numerose oscillazioni di prezzo che caratterizzano questo asset. Per avere consigli su Bitcoin ed ethereum è possibile seguire l’account Twitter del famoso sito Criptovaluta.it, vero e proprio punto di riferimento del settore, in modo da restare sempre aggiornati sulle ultime notizie.

Investire in Bitcoin

Bitcoin è stata la prima moneta digitale al mondo e ad oggi è anche la più capitalizzata. Come tutti i token, anche la valuta creata da Satoshi Nakamoto è soggetta ad un’altissima volatilità e a forti oscillazioni di prezzo: ciò significa che a picchi di valore possono, nel giro di breve tempo, seguire altrettanto bruschi crolli vertiginosi del valore. Sebbene anche per Bitcoin sia prevista la possibilità di acquistare direttamente la moneta tramite un exchange, in realtà ad oggi sono pochi gli utenti che possono permettersi di comprare un token in quanto il valore è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni.

Per questo motivo la maggior parte degli investitori comuni si limita a fare trading su di esso, sfruttando le opportunità offerte dai CFD. I CFD (la cui sigla sta per “contracts for difference”) sono uno strumento finanziario di tipo derivato che permette di speculare sull’andamento del sottostante senza comprare direttamente un asset. Nel caso di Bitcoin ciò risulta particolarmente utile perché consente a una platea di persone molto più vasta di portare avanti operazioni di trading.

Le caratteristiche di Ethereum

Ethereum è la seconda criptovaluta (dopo Bitcoin) al mondo per importanza e per capitalizzazione. Creata nel 2015 da Vitalik Buterin (e altri co-fondatori) da diversi anni è riuscita ad imporsi nel settore della finanza decentralizzata arrivando a conquistarsi la fiducia di importanti fondi di investimento istituzionali. A differenza di Bitcoin, Etherum fonda la sua forza sulla tecnologia degli smart contract, ovvero un sistema di codici che consentono agli utenti di effettuare transazioni, inviare denaro o qualsiasi altro contenuto.

Essi, creati con la cosiddetta “Ethereum Virtual Machine”, una volta che raggiunge la block chain si comportano come un vero e proprio programma informatico autonomo, senza che le autorità possano esercitarvi un qualunque tipo di controllo. Esattamente come Bitcoin, però, anche Ethereum è caratterizzata da una grande volatilità e per questo motivo è considerata un asset abbastanza rischioso: a livello tecnico, tuttavia, le due valute differiscono per numerosi elementi.

Antonio VivesEconomiaBitcoin,Criptovalute,Ethereum,Fare trading,Token digitali,Trading,Trading Online
Le criptovalute continuano ad attirare l'interesse degli investitori più giovani, soprattutto di quelli che appartengono alla generazione Millennial e Z, mentre la parte più tradizionalista della finanza non perdura in un atteggiamento ostile verso la finanza decentralizzata; oltre alla cautela in campo economico, però, sono soprattutto i governi dei...