Sara Cardin: una karateka d'eccezione e d'esempio per ogni sportivo

Chi ha provato almeno una volta la disciplina del karate, sa perfettamente che si tratta di uno sport estremamente tecnico, in cui la testa fa la differenza esattamente come l’esecuzione dei vari movimenti. In cui i sacrifici in allenamento sono l’unica strada per poter raggiungere i livelli più alti, come testimoniato anche da parte di Sara Cardin, campionessa italiana che ha fatto un bel po’ di strada in questo mondo e ha parlato della sua carriera a 360° al blog del portale di scommesse online di Betway.

I primi passi nel mondo del karate

In tanti si chiedono quale possa essere stato il segreto di Sara Cardin per riuscire a raggiungere un simile livello di competitività in maniera così precoce. Ebbene, la campionessa azzurra, nell’interessante intervista rilasciata al blog sportivo L’insider, ha sottolineato come abbia iniziato a vincere fin da quando era giovanissima.

Il suo punto di forza? Senza ombra di dubbio quando era giovanissima ha capito fin dal primo momento che avrebbe dovuto puntare sulla velocità, piuttosto che sull’altezza che, per motivi “genetici”, mancava. Nel corso del suo percorso ha cercato di sviluppare al meglio quelli che potevano rappresentare i suoi punti di forza e che esprimevano appieno il suo talento. Di conseguenza, insieme al suo staff di allenatori, si è concentrata sulla velocità e sulla coordinazione: il lavoro alle spalle di certi successi è impressionante e non va mai sottovalutato.

La Cardin evidenzia come sul suo cammino sportivo, la differenza l’abbia fatta anche la fame di arrivare e raggiungere certi risultati. Il karate è uno sport molto tecnico ed ecco spiegato il motivo per cui è fondamentale prestar la massima attenzione ai numerosi consigli che sono serviti per migliorare ogni giorno, per cercare progressivamente di fare quel piccolo step che potesse pian piano fare la differenza rispetto ai suoi avversari.

Successi, ma anche sconfitte: come affrontarle nel modo giusto?

Sara Cardin è una campionessa e su questo non ci piove. Esattamente come tutti gli altri atleti, però, anche l’azzurra ha provato la sua carriera la sensazione di essere al settimo cielo grazie a delle vittorie, ma anche l’amarezza di subire una sconfitta particolarmente cocente e pesante, difficile da digerire.

Il rapporto che ha sviluppato nei confronti delle sconfitte, quindi, è davvero molto interessante da comprendere, sopratutto per via del fatto che può essere d’aiuto per tanti altri atleti, sia professionisti che non, nel capire bene che tipo di insegnamento trarre da un match perso.

Per Sara Cardin, come ogni altro campione, il rapporto con la sconfitta non è ovviamente molto bello. In realtà il rapporto che per lei ha fatto la differenza è quello che è legato alla sfida. La sfida che comporta il fatto di mettersi in competizione, mettersi in gioco, è decisamente importante per ogni sportivo, per vari motivi. Prima di tutto per via del fatto che dà una mano nel tastare i propri limiti e le proprie ambizioni.

La karateka azzurra, in tal senso , ha evidenziato come, spesso e volentieri, sia decisamente più interessante e bello il percorso fatto per raggiungere certe sfide che l’atto finale, vittoria o sconfitta che sia. La capacità di sapersi rialzare dopo le cadute, di non mollare nonostante tutte le difficoltà, fanno parte del bagaglio culturale dei grandi campioni. Ed è la stessa atleta azzurra a garantire come, nel tentativo di arrivare ad altissimi livelli, è normale sperimentare anche il sapore della sconfitta. Anzi, dietro i titoli e le vittorie ci sono decine e decine di gare perse, che però sono altrettanto fondamentali per imparare a vincere nel modo più brillante possibile.

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