Chapecoense: dal sogno della serie A brasiliana alla tragedia dell’incidente areo

“Oggi raccontiamo la storia della Chapecoense, di un bellissimo sogno che purtroppo è finito in tragedia. Una squadra brasiliana che partendo da un piccolo paese e partendo dalla serie D, riesce ad arrivare prima alla serie A brasiliana e poi addirittura alla Copa Sudamericana. Una meravigliosa favola, come quelle del Leicester, come quelle di Chievo o del Verona o della Sampdoria o del Cagliari: una fiaba calcistica bellissima che purtroppo poi, invece, diventa tragedia. Diventa, come la storia del grande Torino o del grande Manchester, perché tutta questa favola si interrompe con un disastro aereo di cui sapete già molto, ma non tutto”.

Così Enrico Ruggeri ha anticipato in video la puntata de Il Falco e il Gabbiano andata in onda oggi, martedì 13 dicembre, alle 15:30 in diretta streaming su Radio 24 dedicata alla Chapecoense, la squadra di calcio brasiliana coinvolta nell’incidente aereo del 28 novembre scorso in cui morirono 71 persone.

Le salme dei giocatori della Chapecoense

Situata nel distretto di Santa Caterina, nel sud del Brasile, Chapecò è una città di 180mila abitanti che trae le sue origini dalle popolazioni indigene che abitavano una zona fertile, in cui l’agricoltura è la principale risorsa. Una città di provincia, lontana dai clamori delle grandi metropoli e con una squadra di calcio che nasce nel 1973 dalla fusione di altre due società calcistiche: l’Atletico Chapecoense e l’Indipendente.

I giocatori uniscono le forze per creare una squadra solida in grado di scalare le classifiche brasiliane ed uscire dalle serie minori. E ci riescono. Partiti dai campionati regionali, nel 2009 la Chapecoense nel 2009 arriva terza in serie D ed approda alla categoria superiore. In serie C la “Chape”, come la chiamano i suoi tifosi, arriva settima, poi quinta ed infine terza e nel 2013 approda alla serie B. Gli abitanti di Chapecò si stringono con una sola voce attorno alla loro squadra e la sostengono con un tifo forsennato e compatto, riempiendo lo stadio che viene ampliato.

Fiori in ricordo della Chapecoense

Poi ne viene costruito uno nuovo e mano a mano che si sale di categoria si crea un gruppo unito che comprende giocatori, dirigenti e tifosi. Tutti uniti allo scopo di raggiungere risultati sempre migliori. È il 2014 quando la Chapecoense debutta in serie A, raggiungendo in soli cinque anni un risultato impensabile. Cinque anni di duro lavoro, di sacrifici, anche economici, perché un conto è giocare in serie D, altro è invece ritrovarsi a dover condividere i riflettori con squadre come il Flamengo.

Una storia incredibile, una delle grandi favole del calcio e di un’intera città che si ritrova ad affrontare il campionato di serie A e addirittura le fasi eliminatorie della Copa Sudamericana, la corrispondente della nostra Coppa Uefa. Ed è proprio per disputare la prima finale contro l’Atletico Nacional che il 28 novembre scorso i calciatori della Chapecoense partono dall’aeroporto Viru Viru di Santa Cruz, in Bolivia, in direzione di Medellin. Un viaggio che per molti dei passeggeri non vedrà la fine.

Federica SantoniCalcioTopBrasile,Chapecoense,Colombia,Incidente aereo,Medellín
“Oggi raccontiamo la storia della Chapecoense, di un bellissimo sogno che purtroppo è finito in tragedia. Una squadra brasiliana che partendo da un piccolo paese e partendo dalla serie D, riesce ad arrivare prima alla serie A brasiliana e poi addirittura alla Copa Sudamericana. Una meravigliosa favola, come quelle...