Andres Escobar della Colombia ucciso per colpa di un autogol segnato nei Mondiali '94

Andres Escobar, capitano della nazionale colombiana di calcio ucciso per colpa di un autogol segnato nei Mondiali del ’94. Il giorno dopo la scomparsa di Johan Cruyff, simbolo del calcio totale e della grande scuola olandese, Enrico Ruggeri racconta a Il Falco e il Gabbiano in onda oggi, venerdì 25 marzo, alle 15:30 su Radio 24, la storia di un altro calciatore, divenuto famoso a causa di un clamoroso autogol segnato durante i Mondiali del ’94. Un autogol che avrà conseguenze tragiche sulla carriera e la vita del nostro protagonista: Andres Escobar. Oggi avrebbe 49 anni.

Difensore puro, Andres Escobar gioca nell’Atletico Nacional di Medellin diventando el “ídolo verdolaga” in un periodo in cui il calcio colombiano ritorna ad alti livelli. Arriva perfino a vestire la maglia della Nazionale colombiana e ne diventa il Capitano. Una certezza per i tifosi che lo adorano. Ma dietro ad una facciata di normalità si nascondono le manovre finanziarie del narcotraffico. La sua storia è infatti strettamente legata ad un altro Escobar, Pablo, il boss del narcotraffico che ha investito milioni e milioni di dollari nel mondo del calcio colombiano creando una connessione tra calcio e malavita che è passata alla storia con il nome di “Narcofutbol”.

È il 22 giugno 1994 e la Colombia sta giocando contro gli Stati Uniti. Un’azione di rimessa mette a centro area la palla. Per evitare che arrivi al centro, dove un giocatore americano è riuscito a smarcarsi, Andres Escobar si butta in scivolata e colpisce la palla con l’intenzione di respingerla (guarda il video), ma il destino la fa rotolare nella propria rete mentre il portiere si dispera. Un colpo d’ala negativo di quelli che portano verso il basso. Dopo anni di soddisfazioni e di risultati positivi, è sufficiente una sola giocata sbagliata per rovinare un sogno di un calciatore. Escobar sa che per molti si tratta sempre e comunque solo di calcio ma sa anche che un risultato positivo della Nazionale avrebbe risollevato l’immagine del suo paese negli occhi di tutto il mondo.

Tornato in patria, una sera Escobar decide di uscire a bere qualcosa, incurante dell’avvertimento di non farsi vedere troppo in giro, di lasciar calmare le acque. Dopo aver trascorso la sera in un bar, Andres viene fermato da un uomo che lo provoca ringraziandolo per l’autogol che aveva fatto. Ne nasce un battibecco e alla fine Escobar si dirige verso la sua auto. Ma la discussione non finisce qui: l’uomo lo insegue e gli spara sei colpi di pistola. Qualcuno prende il numero di targa e l’auto dell’assassino risulta essere intestata ai fratelli Gallon, esponenti delle nuove famiglie emergenti che stanno prendendo il posto di Pablo Escobar, per il controllo del narcotraffico.

Scopriremo la storia di Andres Escobar nella puntata di oggi de Il Falco e il Gabbiano di Enrico Ruggeri in onda oggi, venerdì 25 marzo, alle 15:30 su Radio 24. Per l’ascolto in diretta live streaming andare sul sito internet www.radio24.it.

Andrea PaolaIntrattenimentoTopAndres Escobar,Autogol,Colombia,Medellín,Mondiali Calcio USA 1994
Andres Escobar, capitano della nazionale colombiana di calcio ucciso per colpa di un autogol segnato nei Mondiali del ’94. Il giorno dopo la scomparsa di Johan Cruyff, simbolo del calcio totale e della grande scuola olandese, Enrico Ruggeri racconta a Il Falco e il Gabbiano in onda oggi, venerdì...