Simon Cowell, inventore di X-Factor e Got Talent

La storia di Simon Cowell. “La storia di colui che ha inventato i talent show cambiando, in meglio o in peggio non voglio dirlo io, la storia della musica mondiale. Una persona di grande intuito, di grande intelligenza, ma anche un genio del male. Una persona che ha mirato al sodo, al successo, ai soldi, e ne ha ottenuto di successo e tantissimi soldi”. Così Enrico Ruggeri ha introdotto la puntata de Il Falco e il Gabbiano in onda oggi, mercoledì 8 giugno, alle 15:30 su diretta live streaming su radio24.it, dedicata a Simon Cowell nella foto con le Fifth Harmony.

Nato nel mondo dello spettacolo. Simon Cowell nasce nel 1959 a Londra, da Eric e Julie. Fra tutti e due i genitori hanno già altri tre figli da unioni precedenti e Simon è il primogenito di questa nuova famiglia. I Cowell sono gente benestante, vivono appena fuori Londra, in una grande casa con otto camere da letto, la servitù, una tata e il giardiniere. Eric è un businessman, un dirigente della casa discografica EMI, e per questa ragione, la vita di Simon è costellata fin da piccolo di personaggi famosi, di feste in casa dove i bambini si muovono in mezzo a cantanti, produttori e attori famosi. E forse è anche grazie all’abitudine di muoversi in mezzo a un mondo privilegiato che fin da piccolo Simon rivela un carattere fortissimo, che non s’intimidisce di fronte a niente e a nessuno.

Da addetto alla posta a socio di una casa discografica. Insofferente alla disciplina scolastica Simon decide di mettersi a lavorare e il padre gli trova un posto nella sua azienda. Inizia dal basso, addetto alla posta, e a poco a poco sale tutta la scala lavorativa. Sono anni importanti: alla EMI, Cowell resta quel tanto che gli serve per capire come gira il mondo della musica. Un’esperienza che gli sarà utile per trovare un socio e per fondare la propria casa discografica: la Fanfare. Nonostante qualche buon colpo messo a segno, qualche canzone e qualche artista che si piazza nei primi posti delle classifiche inglesi, la “Fanfara” inizia però a stonare. Troppe spese, troppi soldi che escono con la scusa di mantenere un livello alto di rappresentanza. E nel 1989, va tutto a gambe all’aria. Sull’orlo della bancarotta, Simon si ritrova di nuovo a casa dei genitori, a trent’anni suonati.

L’inizio come talent scout e il dibutto in tv. Dopo la parentesi di Fanfare, Cowell torna a lavorare per un’etichetta discografica, la BMG. Lì fa il talent scout e incomincia a portare a casa risultati. Mentre i colleghi sono alla ricerca di giovani artisti dall’animo torturato, a Cowell interessa vendere dischi, dovunque ci sia la possibilità di farlo.

E la Tv è uno di questi luoghi.

Foto di Simon Cowell con i One Direction

E’ così che Cowell arriva a diventare uno dei giudici più amati e temuti del popolare show “Idols”, in Gran Bretagna, e “American Idols” negli Stati Uniti e, imparata la lezione, crea lui stesso due nuovi talent show, forse i più importanti della televisione contemporanea: X-Factor e Got Talent.

Attualmente uno dei personaggi più influenti della cultura pop, Cowell è stato l’uomo che ha compreso prima di tutti gli altri che se il mercato discografico rischiava di morire, la televisione poteva essere la soluzione. I fatti gli hanno dato ragione.

Andrea PaolaIntrattenimentoTopGot Talent,Musica,Simon Cowell,X-Factor
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