Mickey Rourke, pugile statunitense e star di Hollywood

La storia di Mickey Rourke. “Poche persone hanno vissuto una vita così di alti e bassi come Mickey Rourke che inizia facendo il pugile, si infortuna, deve smettere, fa l’attore, diventa una star, crolla come attore, viene abbandonato da Hollywood, torna a fare il pugile e quando smette per la seconda volta di combattere ha i suoi momenti migliori, nella sua ultima parte della carriera. Una storia veramente incredibile di lotte e battaglie forse non ancora finite”. Così Enrico Ruggeri annuncia Mickey Rourke il protagonista della puntata de Il Falco e il Gabbiano in onda oggi, giovedì 16 giugno, alle 15:30 in diretta streaming live su www.radio24.it.

Mickey Rourke (nella foto), il cui vero nome è Philip Andrè Rourke Jr, nasce il 16 settembre del 1952 a Schenectady, nello Stato di New York, lo stesso paese del Presidente Jimmy Carter. Nella lingua Mohawk degli Indiani d’America Schenectady significa “vicino alla pineta”, perché in effetti è un’area molto verde e molto bella. Ma di bello, nell’infanzia di Mickey Rourke, c’è giusto la pineta. Suo padre fa il body builder e quando Mickey ha solo sei anni abbandona la famiglia.

Incapace di difendersi, soprattutto dentro le quattro mura domestiche, Mickey passa cose brutte, che la madre fa finta di non vedere. E quando esce di casa la faccenda non migliora, perché abita nel quartiere afro di Liberty City, un quartiere malfamato di Miami, pieno di gang e di delinquenza. Insomma una vita che sembra avviata verso qualcosa di drammatico, una progressione scontata ed inarrestabile che lui però interrompe, grazie ad una passione fortissima: la passione per la boxe.

Il suo primo incontro lo disputa a 12 anni e verso i 16 approda alla famosa palestra della 5a Strada di Miami, di proprietà di Luis El Feo Rodriguez, grandissimo pugile cubano, allora campione del Mondo dei Pesi Welter. Mickey Rourke è giovanissimo, molto determinato, ma forse non ancora maturo anche proprio fisicamente.

Accade che durante i terribili allenamenti come sparring partner di Luis Rodriguez subisce dei colpi talmente forti che per ben due volte gli viene diagnosticata una commozione cerebrale. E alla seconda, i medici gli impongono un anno di riposo. È in questo momento che avviene il primo grande, potente colpo d’ala di Mickey Rourke, che sarà capace di trasformare una tragedia nella più sfavillante delle opportunità.

Siccome è anche un gran bel ragazzo, gli propongono di recitare in una commedia nella quale lavora un suo amico. Fare l’attore gli piace subito moltissimo e così il giovane Mickey Rourke si fa prestare 400 dollari dalla sorella Patty e se ne torna a New York dove si trova l’Actors Studio di Lee Strasberg, il meglio che esista al mondo, la scuola dalla quale sono usciti nel corso di molti decenni praticamente tutti i grandi attori americani.

Dopo sei anni di preparazione Mickey Rourke fa il test d’ingresso alla scuola di recitazione con nientemeno che Elia Kazan, il grandissimo regista, produttore e fondatore dell’Actors Studio, uno degli uomini più influenti di Hollywood e di Broadway, il quale molti anni dopo dirà che quel test era stato il migliore che lui avesse tenuto in 30 anni di vita della sua scuola. Mickey Rourke viene ammesso all’Actors Studio e inizia il corso di recitazione metodica tenuto da un certo Al Pacino.

Inizia così la carriera da star di Mickey Rourke, una carriera che lo porterà ad essere acclamato dalle critiche, richiesto dai migliori registi, idolatrato dal pubblico. Tutte le donne lo volevano, tutti gli uomini volevano essere come lui. Bisogna però fare molta attenzione ad un fatto importante per comprendere gli eventi successivi della sua vita. Nonostante il successo, i soldi che guadagna, i fan che lo inseguono, lui rimane il ragazzo timido dall’infanzia difficile, che fa fatica a relazionarsi con il complesso mondo di Hollywood, soprattutto con la parte “politica” del suo lavoro.

Lui è un duro di poche parole, con le proprie idee, e non scende a compromessi con nessuno. Una posizione scomoda che pagherà molto cara, soprattutto quando incomincia a rifiutare ruoli molto importanti che gli vengono offerti in continuazione. Top Gun, Beverly Hills Cop, Rain Man, Pulp Fiction, sono dei “no” importanti, che lanciano la carriera di attori come Tom Cruise e Eddie Murphy. I registi cominciano a lamentarsi, dicono che è difficile lavorare con lui, che ha un brutto carattere.

Inizia così la discesa di Mickey Rourke. Perde tutto: rimane solo con i suoi cani e con i suoi fantasmi. Solamente una grande forza di volontà, un carattere indomito e la voglia di dimostrare non più al mondo ma a se stesso quello che vale, lo riporteranno alle vette dello star system, in una girandola di emozioni, di performance da grande attore, di rivincite degne di un Uomo con la U maiuscola.

Mickey Rourke, pugile statunitense e star di Hollywood

Andrea PaolaIntrattenimentoTopCinema,Hollywood,Mickey Rourke,Pugile
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