Come si produce, a cosa serve e dove si può comprare il grafene?

Un foglio di grafene di un metro quadrato pesa un milligrammo, eppure è capace di sostenere senza problemi un neonato che dorme, come su un’amaca. È questa l’immagine utilizzata nel 2010 per descrivere una delle caratteristiche più sorprendenti di questo materiale durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel per la fisica a Geim e Novoselov, riconoscimento attribuito per le loro ricerche a Manchester su questo materiale bidimensionale. E proprio al grafene e ai “Materiali Intelligenti” è dedicato il terzo numero di “Lezioni di Futuro”, la collana curata dalla redazione di Nòva 24 in uscita giovedì 10 dicembre insieme al Sole 24 Ore.

Composto da un foglio di atomi di carbonio disposti in una geometria a nido d’ape con uno spessore di un solo atomo, con un grammo di grafene si può coprire una superficie di 2630 metri quadrati, che corrisponde alla metà di un campo da calcio. Siamo nel mondo del nano: “un mondo – scrive Luca De Biase, curatore di “Lezioni di Futuro” – dove tutto si misura alla scala dei nanometri: un posto dove le cose sono proprio piccole, tra un milionesimo di millimetro e 100 milionesimi di millimetro”. Dove i materiali sono resistenti come l’acciaio ma leggeri come la piuma e accumulano energia con enorme efficienza.

Ma dove si studiano questi nuovi materiali? E qual è il loro utilizzo professionale? Dagli Stati Uniti a Israele, passando per l’Italia, “Lezioni di Futuro” di giovedì 10 dicembre mostra i centri nel mondo dove si conduce ricerca avanzata e i luoghi dove la produzione e l’uso industriale del grafene e dei nuovi materiali può contare su una rete globale di eccellenze creando opportunità di lavoro.

Lezioni di Futuro” è in edicola con Il Sole 24 ORE ogni giovedì a € 0,50 oltre al prezzo del quotidiano.

Andrea PaolaIntrattenimentoEdicola,Grafene,Lezioni di Futuro,Materiali intelligenti,Sole24Ore
Un foglio di grafene di un metro quadrato pesa un milligrammo, eppure è capace di sostenere senza problemi un neonato che dorme, come su un’amaca. È questa l’immagine utilizzata nel 2010 per descrivere una delle caratteristiche più sorprendenti di questo materiale durante la cerimonia di consegna del Premio Nobel...